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Il talento nel calcio

talento nel calcio

Tutti utilizziamo la parola talento, ma cosa si intende con il termine “talento”?

Partiamo dal presupposto che personalmente ritengo che tutti i bambini abbiano un talento, ed una scuola calcio ha il compito prima individuare e poi far esplodere queste capacità del bambino.

In molti potrebbero pensare che ha talento colui al quale le cose “vengono facili”, ovvero quel bambino che riesce ad eseguire gestualità tecniche di elevata complessità senza doversi esercitare eccessivamente.

Questa affermazione è vera? Oppure il vero talento è colui al quale le cose vengono facili, ma nello stesso tempo ha anche capacità di apprendimento e che mantiene tale capacità nel tempo?.

Come far esplodere un talento

Un percorso formativo efficace deve considerare l’etica come il carburante del talento di ogni giocatore, l’elemento che gli permette di farlo esprimere al massimo delle proprie potenzialità individuali, indipendentemente da quali queste siano. Inoltre nelle scuole calcio, ogni bambino deve poter crescere in un ambiente “protetto” nel quale ha la possibilità di sbagliare, e noi adulti (sia tecnici che genitori)dovremmo prendere consapevolezza che l’errore è “necessario” per il processo di apprendimento.

la cultura dell’errore

Vi riporto adesso una piccola riflessione sul modo in cui gli adulti interagiscono con i bambini in relazione all’ “errore”:

Cosa facciamo noi adulti quando vediamo un bambino cadere (che sia un figlio o un nipote) nel periodo in cui inizia a camminare e quindi perde spesso l’equilibrio?

Lo invitiamo a rialzarsi e riprovare!

Ovvero l’ imparare a camminare, passa attraverso l’errore della caduta.

Ed il bambino cosa fa?

Molto probabilmente ci riproverà .

Ci comportiamo allo stesso modo se un bambino che alleniamo (nel caso di un istruttore), o un nostro figlio (nel caso del genitore) ,commette un errore durante la partita del sabato?

Ritengo che i bambini diano una grande importanza al giudizio degli adulti (istruttori e genitori) e quindi se quando giocano e magari sbagliano un dribling, si sentono “giudicati”, la prossima volta non ci riproveranno.

Se ci riflettiamo, un’ altra conferma in relazione a questa mia tesi , è il rapporto che tutti (o la stragrande maggioranza dei bambini) hanno con i dispositivi elettronici come smartphone, tablet e computer. I bambini imparano subito ad utilizzarli, ma perchè?

Anche se sbagliano sanno che lo “smartphone” non li giudicherà e dunque se hanno commesso un errore proveranno un’altra strada per arrivare alla soluzione.

IL TALENTO BASTA?

Un talento nel calcio (o in qualsiasi altro sport) lo potremmo definire in questo modo:

un talento è colui al quale le cose riescono in maniera facile

Nel caso di una scuola calcio, potremmo identificarlo come quel bambino che riesce a fare le cose in maniera naturale senza dover esercitarsi più di tanto.

Lo sport , come il mondo del lavoro, è pieno di persone a cui le cose riescono in maniera semplice eppure non sono arrivate a livelli importanti. Il motivo di questo mancato successo, spesso viene associato a motivazioni più disparate come la mancanza di impegno, una vita sregolata e cosi via. Ma a volte le motivazioni non sono queste, esistono giocatori che fanno una vita sana si impegnano e pure non “arrivano” perchè non hanno capacità di apprendimento.

La capacità di apprendimento è quella qualità che permette di migliorarsi “costantemente”

A volte si ha un processo di apprendimento molto veloce in giovane età , ma poi tale processo si interrompe, ed un giocatore ( o un bambino ) che sembra molto bravo perchè sa fare determinate cose, arrivato ad un certo punto non riesce più a migliorare anche se impegno e motivazione continua ad esserci.
La motivazione qual’è?

Difficile da dire , ma sicuramente l’apprendimento è una “capacità“, che fa parte del talento e che deve essere accompagnata dall’impegno ed altri fattori.

Per concludere questo argomento, immaginiamo il più grande talento del calcio , Maradona, in giovane età , quando giocava per strada. Passava il pallone ai compagni di prima oppure esaltava le sue doti di dribling e faceva 10 gol a partita? Bhe direi che è molto più probabile la seconda possibilità. Allora come mai Maradona (come tutti gli altri giocatori di talento) dopo imparano a giocare di prima, imparano a smarcarsi, imparano a muoversi ?
La risposta potrebbe essere sempre la stessa: “perchè hanno capacità di apprendimento!”.

Il concetto che si deve provare a trasferire al talento che abbiamo in squadra , utilizzando come esempio un grande campione, che non è contraddittorio l’avere talento e facilità di fare le cose, con l’avere capacità di apprendimento e continuare a svilupparla (proprio come ha fatto Maradona), il concetto non è ” sei un talento ma ti devi sacrificare per gli altri“, ma ” sviluppa il tuo talento imparando, giocando di squadra“, perchè quando la squadra non va bene non c’è talento che tenga!

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